Mbps e MB/s: la regola del diviso 8

4 min di lettura · Aggiornato il 12 luglio 2026

Il contratto dice 500, il download indica 60. Nessuno ti inganna: due settori usano semplicemente unità diverse.

Bit per le linee, byte per i file

Le reti sono vendute in megabit al secondo (Mbps, b minuscola). File e indicatori di download usano megabyte (MB, B maiuscola). Un byte vale otto bit: dividi il contratto per 8 per prevedere la velocità dei file.

Una linea da 100 Mbps trasferisce al massimo 12,5 MB/s; 500 Mbps ≈ 62,5 MB/s; un gigabit ≈ 125 MB/s. Quindi 60 MB/s su 500 Mbps è esattamente corretto.

Dove finiscono gli ultimi punti percentuali

I trasferimenti reali includono dati di indirizzamento e affidabilità — intestazioni TCP/IP, conferme e struttura della cifratura — che consumano in genere il 5–10% della velocità grezza. Una sana linea da 500 Mbps che eroga circa 56–59 MB/s da un buon server si comporta normalmente.

Se è più lenta, spesso la linea non c’entra: il limite può essere il server di origine, un tratto Wi-Fi, una VPN o il disco.

Riferimento rapido

A 25 Mbps: film da 4 GB in circa 21 min, gioco da 50 GB in circa 4,5 ore. A 100 Mbps: circa 5,3 e 68 min. A 500 Mbps: 64 secondi e 14 min. A 1 Gbps: 32 secondi e 7 min.

Il principio è chiaro: i contratti grandi comprano soprattutto attese più brevi per file grandi. Se il problema sono chiamate o giochi in ritardo, la guida alla latenza aiuta più di un numero maggiore.

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